Monza e Brianza

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Ex Filanda - Sulbiate: Carta d'identità

 ex filanda  Scopri qui la Galleria Fotografica


Nome:
 

Ex-Filanda
 

Dove:

 

all'interno dell'ex-Filanda di Sulbiate, un’interessante testimonianza di archeologia industriale.
Il territorio del Comune di Sulbiate è stato particolarmente dedito all’allevamento del baco da seta e alla produzione di tessuti di seta nel XIX secolo e nella prima metà del secolo scorso
.
 

Localizzazione:

 http://goo.gl/maps/h9XaG
 
Proprietà:

Comune di Sulbiate

Datazione:

la costruzione del complesso edilizio risale con molta probabilità al 1923.

Breve Ricostruzione Storica:







i documenti storici relativi all’ex Filanda di Sulbiate sono limitati, per cui lo studio del complesso industriale risulta essere difficoltoso, nonostante la Filanda sia stata fonte di occupazione per centinaia di donne dagli anni Venti alla Seconda Guerra  Mondiale. In passato l’allevamento da baco da seta e la produzione dei tessuti erano infatti particolarmente diffuse sul territorio brianzolo.
L’atto di costruzione del setificio risale al 23 gennaio 1923 e vi si legge che in quella data a Sulbiate era presente uno “[…] stabilimento industriale […] per la filatura dei bozzoli da seta e precisamente la filanda […] situata in Comune di Sulbiate Superiore Circondario di Monza, provincia di Milano, non ancora identificata in catasto urbano perché di recente costruzione […]”.
L’edificazione del complesso industriale fu ad opera di Antonio Ottolina, domiciliato a Sulbiate, e Ambrogio Fumagalli, abitante a Sotto il Monte, con la denominazione di “Setificio di Sulbiate Brianza”, costituito da “[…] ottanta bacinelle in pieno funzionamento, col macchinario, impianti, attrezzi e mobilie esistenti […]”.La Filanda fu in attività fino alla Seconda Guerra Mondiale, anche se rimane incerto l’anno di cessazione.

Principali Caratteristiche Compositive:










il complesso industriale della ex Filanda, che si estende su un lotto di circa 3.000 mq, è costituito da un unico manufatto a pianta rettangolare allungata e da una palazzina a due piani:

  • la Palazzina: collocata all’estremità ovest del lotto, in prossimità del piazzale di carico e scarico, si sviluppa su due livelli ed era destinata alla gestione amministrativa. Ha una sua continuità volumetrica e formale con il capannone di produzione. I prospetti sono intonacati e caratterizzati da un fregio decorativo sotto la gronda.
  • l’Atrio di Rappresentanza: è l’elemento di collegamento tra la palazzina e il capannone di produzione. Il volume dell’atrio è coperto a terrazza e costituiva l’ingresso principale, di fronte alla cancellata sulla strada.
  • il Capannone Industriale: rappresenta l’edificio principale ed è un’interessante testimonianza degli edifici industriali dell’epoca, realizzato a campata unica con murature in mattoni, oggi a vista, e copertura a capriate per una porzione e a terrazza sul lato est. Caratteristiche sono le grandi finestre con infissi in ferro.

Negli anni successivi furono introdotti tre volumi aggiuntivi, che modificarono in parte l’assetto originario, si tratta di due fabbricati all’estremità est dell’area e di un capannoncino all’ingresso ovest.

Stato di Fatto:


al momento il complesso della Filanda risulta essere in stato di abbandono e versa in condizioni di forte degrado, ha subito numerose manomissioni e vandalismi, che impongono radicali interventi di bonifica.

Restauro:


































il progetto è finalizzato alla conservazione e alla valorizzazione del manufatto edilizio, mantenendo il più possibile le finiture e le strutture originarie, e adattando le esigenze funzionali al rispetto del manufatto storico. Innovazione e impresa: la Filanda di Sulbiate aspira ad essere il recupero di un edificio di archeologia industriale basato sul tema dell’efficienza energetica. L’intento è quello di creare un centro pubblico che, grazie alla compresenza di varie funzioni, incentivi gli scambi tra attività legate alla produzione ed all’artigianato, commerciali e di coworking, educative, sociali e svolga un ruolo di attrazione a livello locale e di collaborazione creativa tra professionalità diverse. Si intende realizzare nel territorio provinciale (in una posizione strategica perchè al confine con le Province di Lecco, Como e Bergamo) un polo dedicato all'artigianato artistico, innovativo e di qualità che integri in un luogo fisico le tre dimensioni fondanti del meccanismo d'impresa: produzione, commercializzazione e formazione. L'ipotesi relativa alla destinazione d'uso dell'ex Filanda di Sulbiate è di realizzare un centro ad alto contenuto produttivo e fortemente specializzato sulle connessioni tra imprese artigiane di qualità e nuove tecnologie, denominato Fabbrica del Saper Fare.

Saranno collocati locali per attività informative e di formazione, locali ad uso pubblico, locali per l’artigianato e la produzione, locali per esposizioni, per uffici e locali per ristorazione.

In particolare le attività di restauro prevedono:

  • la Palazzina: verrà ripristinata nella sua volumetria originaria; verranno rimessi in vista i solai lignei, che saranno consolidati con profilati metallici a vista. I pavimenti verranno ripristinati per quanto possibile, dato che andranno smontati per motivi tecnici. Sono inoltre presenti segni della presenza di umidità che andrà eliminata convogliando a distanza tutte le acque meteoriche e creando delle aerazioni al piano terreno. Si prevede inoltre la realizzazione di un nuovo vespaio aerato per tutti i locali al piano terra, uno scannafosso perimetrale esterno, si prevede il rifacimento degli infissi interni ed esterni (ad eccezione delle inferriate recuperabili), il rifacimento degli intonaci ammalorati e dei servizi igienici, il restauro del fregio sotto-gronda e della copertura.

  • l’Atrio di Rappresentanza: ha conservato internamente le sue caratteristiche costruttive e formali, che andranno preservate. Il solaio di copertura è con travi d’acciaio, che andranno restaurate eliminando ogni infiltrazione d’acqua dalla terrazza soprastante e, forse, consolidate. Il soffitto dell’atrio è realizzato con un interessante accoppiamento di elementi di cotto e di laterizio. Verranno poi conservati e restaurati tutti gli elementi originari in ferro, come gli infissi e la tettoia d’ingresso.

  • il Capannone Industriale: strutturalmente ha caratteristiche di estrema semplicità e modesta resistenza, soprattutto a fronte di eventuali azioni sismiche, che sono state considerate nel progetto. Da un punto di vista energetico l’attuale edificio presenta numerose carenze che andranno eliminate pur conservando, e anzi valorizzando, le caratteristiche storico costruttive che costituiscono l’elemento principale di valore del manufatto. Nel Capannone, all’esterno verrà conservato e restaurato il paramento in mattoni, realizzato uno scannafosso perimetrale, revisionato il manto di copertura, sostituiti gronde e pluviali. All’interno si prevede il consolidamento degli elementi murari, la posa di nuove contropareti con isolamento termico, oltre la conservazione ed il consolidamento di tutte le strutture lignee, che comunque saranno coperte da un controsoffitto come sembra che sia stato il capannone fino dall’inizio. Il nuovo controsoffitto avrà caratteristiche di isolamento termico e miglioramento dell’acustica ambientale e sarà posizionato dove è quello attuale. Il vecchio pavimento in cemento sarà interamente conservato, ma verrà in gran parte coperto da un pavimento in doghe di legno a sua volta posto sopra ai pannelli radianti. Gli infissi saranno restaurati e conservati, ma saranno risagomate alcune aperture modificate rispetto alla soluzione originaria. Saranno inoltre realizzate delle controfinestre interne per diminuire le dispersioni termiche. Il capannone verrà suddiviso in tre parti a destinazione produttiva/artigianale ed espositiva: tali parti saranno tra loro separate da pareti divisorie costituite da pannelli in legno tipo XLam e vetrate. All’estremità verso l’Atrio saranno realizzati i servizi igienici e gli spogliatoi per gli utenti produttori/artigiani ed espositori.
Cosa:


















430 mq a disposizione di 10 start-up che vi potranno trovare:

  • spazi;
  • macchinari;
  • consulenza e mentorship;
  • sala formazione;
  • servizio ristorazione.

Il modello può essere sintetizzato nella compresenza attiva e collaborativa di una principale funzione produttiva affiancata da altre differenti funzioni a supporto di essa a loro volta interrelate.
Gli imprenditori avranno a disposizione:

  • spazi a prezzo calmierato o gratuito;
  • macchinari specifici;
  • connessione a banda ultra larga;
  • accesso facilitato a formazione e mentorship sia su temi legati alla produzione e all'innovazione nel settore di riferimento, sia sulla gestione d'impresa;
  • utilizzo dei servizi e degli sportelli di aiuto alle imprese messi a disposizione da Camera di Commercio e da Confartigianato;
  • connessione con il network del partenariato;
  • candidature collettive a bandi di sviluppo del settore.

 

 

 

 

 

 

Un progetto di:

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